Il “belpaese” è agli ultimi posti in Europa nell’impiego dell’energia solare termica. Eppure la produzione di acqua calda per usi sanitari è un esempio lampante di come si possa allo stesso tempo salvaguardare l’ambiente e contribuire al bilancio familiare.
Poco sole? Il clima sfavorevole non costituisce un ostacolo alla sua applicazione, come si evidenzia dalla sua diffusione in nord Europa e soprattutto in Germania;
Tecnologie arretrate? La raggiunta maturità e validità tecnologica del solare emerge dal successo ottenuto nei paesi tecnologicamente più avanzati: Usa, Giappone e Germania rappresentano il 50% del totale mondiale;
Costa troppo? La raggiunta economicità e competitività del solare è dimostrata dalla sua massiccia diffusione in aree a basso reddito (mediterraneo orientale, Grecia).

1. Ogni metro quadrato di pannello solare installato per la produzione di acqua calda fa risparmiare ogni anno 1.000 kWh! In pratica, un nucleo familiare medio di 2/3 persone che installasse 2 mq di pannelli solari, eviterebbe l’emissione in atmosfera di più di una tonnellata di CO2 all’anno.
2. Il Solare Termico permette la conversione diretta dell’energia solare in energia termica per la produzione di acqua calda. I pannelli solari termici riescono a convertire l’energia del sole in acqua calda con valori superiori all’80%.
3. Il dispositivo chiave è il collettore solare. Tale collettore è costituito da un corpo assorbente, all’interno del quale scorre un fluido, che ha la funzione di catturare l’energia irradiata dal sole e di trasferirla, tramite appositi scambiatori di calore all’acqua.

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Una copertura selettiva trasparente sulla parte esposta al sole limita le dispersioni per irraggiamento verso l’ambiente esterno; gli elementi sopra descritti sono racchiusi in un contenitore opportunamente isolato sulle pareti laterali e sulla parete opposta a quella di ricezione della radiazione. I collettori solari vengono connessi tra loro in modo da riuscire a produrre consistenti quantità d’acqua calda ad una temperatura compresa tra 50°C e 160°C.

Il circuito solare può essere di due tipi:

• aperto: quando il fluido termovettore circolante nei collettori è lo stesso del circuito di utilizzo (acqua).
• chiuso: se il fluido termovettore circolante nei collettori cede calore al fluido d’utilizzo tramite uno scambiatore.

Inoltre, la circolazione del fluido termovettore all’interno del circuito solare può essere “naturale”, se avviene attraverso il processo connettivo del fluido che scaldandosi sale verso il serbatoio di accumulo, oppure “forzata”, se si utilizza una pompa elettrica per trasferire il fluidotermovettore dai collettori al serbatoio di accumulo.
Gli impianti solari termici si distinguono così in quattro categorie principali a seconda del tipo di circuito solare e della circolazione utilizzati:

1. Circuito aperto a circolazione naturale: questo sistema è utilizzato per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria delle docce di impianti con utilizzo stagionale (es. stabilimenti balneari o campeggi) o per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria uso domestico, con utilizzo annuale.
2. Circuito chiuso a circolazione naturale: questo sistema è utilizzato per impianti per il riscaldamento dell’acqua calda sanitaria ad uso domestico, con utilizzo annuale.
3. Circuito aperto a circolazione forzata: questo sistema è utilizzato per il riscaldamento centralizzato dell’acqua calda sanitaria di impianti con utilizzo stagionale (es. stabilimenti balneari o campeggi) oppure per il riscaldamento dell’acqua delle piscine scoperte.
4. Circuito chiuso a circolazione forzata: questo sistema è utilizzato per il riscaldamento centralizzato dell’acqua calda sanitaria di impianti con utilizzo annuale; per il riscaldamento dell’acqua delle piscine coperte o scopribili; per il riscaldamento degli ambienti, o per il riscaldamento simultaneo dell’acqua calda sanitaria e dell’acqua delle piscine scoperte.

Un tetto esposto tra sud-est e sud-ovest con un inclinazione tra i 15° e i 60° dà i risultati migliori, ma anche con un esposizione a est o ovest si ottiene la stessa rendita di energia aumentando leggermente la superficie di collettori. Un tetto a terrazza si adatta egualmente e sono possibili installazioni anche in giardino o sulla facciata.
Da maggio a settembre si raggiunge la copertura completa del fabbisogno di acqua calda con 0,8 mq (al sud) oppure 1,2 mq (al nord) di superficie di collettori a persona.
In inverno il sistema solare serve al preriscaldamento dell’acqua fredda, il resto viene integrato dalla caldaia installata. Nell’arco dell’anno un impianto ben dimensionato può riscaldare il 70-80% dell’acqua calda consumata dalla famiglia.
Anche se normalmente si tende ad associare l’uso dei pannelli solari termici per la sola produzione di acqua calda sanitaria, è possibile anche riscaldare la casa con i collettori; è un’ulteriore possibilità invitante di utilizzo dell’energia solare purché pareti e infissi possiedano un coefficiente di dispersione minimo.
Il riscaldamento sia tramite pannelli radianti a pavimento o parete
Il vantaggio più significativo di questo riscaldamento è il comfort ambientale, poiché l’emissione di calore prodotta dal pavimento o parete radiante consente un’uniformità di temperature perfetta, evitando i classici punti freddi. Inoltre il tradizionale riscaldamento a 60° con radiatori provoca facilmente il fenomeno dell’aria asciutta e malattie dell’apparato respiratorio. Gli impianti a pavimento o a parete al contrario assicurano respirabilità migliore e umidità ottimale.
Attenzione! Mentre fino a qualche anno fa il riscaldamento a pavimento era sconsigliato perché la temperatura alta -60°- provocava disturbi di circolazione, con l’attuale sistema la temperatura è stabilizzata sui 40°, creando benessere e salute. L’acqua a questa temperatura, ottenibile anche d’inverno nel centro-sud con i collettori solari, permette di riscaldare tranquillamente gli ambienti a 20°.

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Quanto costa un impianto solare termico?

Il prezzo pieno per una casa abitata da 4 persone si aggira tra i 3000-5000 euro, con l’integrazione per il riscaldamento il prezzo si può aggirare tra i 6000-10.000 euro. Questi prezzi valgono per tutti i componenti necessari compreso montaggio e IVA.

Il costo medio dei collettori è sceso del 10% negli ultimi tre anni, possiamo prevedere ulteriori innovazioni tecnologiche che potrebbero far scendere ulteriormente il prezzo, nonostante si parla di una tecnologia relativamente matura.

Il Risparmio Energetico è una considerevole fonte di energia rinnovabile immediata e accessibile a tutti, con tempi di recupero dell’investimento inferiori a qualunque tecnologia energetica a cominciare da scale di investimento minime.

Lo spreco di energia elettrica, gas e acqua che si verifica in ambito domestico non ha nulla a che fare con il soddisfacimento dei bisogni di una famiglia.
I consumi si possono ridurre in due modi:

• razionalità (uso dell’energia intelligente)
• efficienza (tecnologia che ci permette, a parità di prestazioni, di avere costi inferiori)

L’abitudine di far funzionare gli impianti di riscaldamento a intermittenza, ad esempio, è un ottima prassi per inquinare di più e abbreviare notevolmente la vita delle caldaie.

Solo dopo avere ottimizzato i propri consumi è corretto pensare di installare degli impianti di energia rinnovabile.

La più recente normativa nazionale rende obbligatorio l’uso dell’energia rinnovabile nei bilanci energetici degli edifici di nuova costruzione.

I pannelli solari possono inserirsi senza traumi in una casa con impatto estetico insignificante rispetto all’orribile brulicare di antenne e parabole.

L’installazione di pannelli ad incasso nel tetto, preferibilmente da effettuare durante la costruzione o ristrutturazione (in questi casi si otterrà un risparmio del 20% dei costi), è un intervento di perfetta integrazione architettonica.

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