Il consumo di energia che avviene all’interno delle nostre abitazioni rappresenta il 33 per cento del consumo energetico totale in Italia. Questo dato già ci fa capire come intervenire per ridurre questa porzione può influire in misura non indifferente sull’intero bilancio energetico.
Ma se la riduzione del consumo domestico andasse al di là degli interventi di carattere tecnico, coinvolgendo il comportamento dell’utente, il risultato sarebbe ben superiore. Uno stile di vita meno consumistico si riflette, infatti, sull’intero sistema socio-economico, ovvero sul ciclo produttivo di beni e servizi, e, quindi, su tutti i flussi energetici che ne fanno parte. Occorrerebbe meno energia per l’estrazione delle materie prime, per la produzione, il trasporto, la distribuzione e l’uso dei prodotti e dell’energia.
Sono due i fattori determinanti sui quali agire; la quantità e la qualità, ovvero ridurre la quantità di energia e di materiali usati e impiegare energia e materiali più “efficienti”, che rendano lo stesso servizio impiegando meno risorse e determinando meno rifiuti
Oggi le possibilità di uso e di gestione dell’energia in casa sono enormemente più numerose rispetto al passato.
Gli usi di energia nella casa possono essere suddivisi in termini (calore per il riscaldamento, produzione di acqua calda, cucina) ed elettrici obbligati (energia elettrica per l’illuminazione o il funzionamento di elettrodomestici).
Con tecnologie innovative e accorgimenti tecnici è possibile risparmiare anche il 40 per cento fin dal primo anno, a parità di comfort, ma ancora di più si può fare con la modifica dei nostri comportamenti.
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