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• giovedì, marzo 04th, 2010

di MARIO GIAMPIETRO

 

La cosiddetta sindrome del Concorde si riferisce a un fenomeno (chiamato in inglese lock-in) che avviene spesso nel campo della innovazione tecnologica. Tale sindrome si genera quando la impostazione scientifica data (nel caso del Concorde costruire un aeroplano in grado di andare sempre più veloce) è obsoleta e non riflette più la percezione della società a proposito del problema da risolvere. Nel caso del Concorde, più che la velocità, altri criteri di prestazione come la comodità durante il volo, il basso costo del biglietto, la frequenza dei voli hanno reso vincente la scelta di costruire grandi aeromobili che viaggiano sotto la velocità del suono.

Questo articolo ha lo scopo di illustrare come l’attuale paradigma tecnologico della agricoltura industriale (ad alto uso di input) sia chiaramente in una sindrome del Concorde. Per spiegare questa affermazione bisogna tornare indietro nella storia per capire cosa ha guidato lo sviluppo tecnologico della agricoltura negli ultimi 100 anni nei paesi sviluppati.

 

Tale sviluppo ha avuto due obiettivi principali con priorità assoluta su ogni altro criterio di prestazione:

1) produrre la massima quantità di cibo possibile (dato che nel ‘900 c’è stata prima la grande esplosione demografica, associata a due guerre mondiali che hanno sensibilizzato la opinione pubblica a proposito della importanza della autosufficienza alimentare);

 

2) eliminare al massimo la presenza di contadini nella forza lavoro. Infatti, lo sviluppo industriale e post-industriale richiede una riduzione della percentuale di contadini nella forza lavoro dall’ 80% (nelle società pre-industriali) a meno del 5% in tutti i paesi sviluppati.

Il paradigma dell’ agricoltura industriale (basato sulla rivoluzione verde e sul crescente uso di inputs tecnologici associati ad una disponibilità di petrolio abbondante e poco caro) ha permesso di fare il miracolo: entrambi gli obiettivi sono stati raggiunti e superati. Purtroppo tale successo si basa su tre assunzioni che si stanno rivelando sempre più indifendibili:

 

1) che l’ agricoltura è una attività puramente economica che ha il solo scopo di produrre derrate alimentari;

 

2) che le derrate alimentari (patate, mele, carne bovina) sono uguali (in inglese questo si chiama “substantive equivalence”) indipendentemente dalla loro qualità e dalle modalità di produzione;

 

3) che i costi ambientali, sociali ed economici associati con lo sviluppo dell’ agricoltura industriale siano trascurabili (che la priorità data a “produrre di più” sia indiscutibile).

 

A causa di questo lock-in culturale siamo arrivati ad un punto nel quale l’agricoltura viene regolata come se fosse un settore puramente economico, anche se è il settore con la più alta richiesta di investimento per addetto, il più basso ritorno economico sull’investimento e il più alto impatto ambientale per valore aggiunto prodotto e/o per addetto. Così si producono derrate alimentari che non hanno un domanda interna nei paesi ricchi e troppo costose per i poveri. I costi trascurati stanno ormai diventando enormi: (1) sulla salute (obesità, diabete, malattie cardiovascolari, ormoni e pesticidi nel sistema agroalimentare); (2) sull’ambiente (erosione del suolo, perdita di biodiversità, inquinamento e prelievo eccessivo dalle falde acquifere, cattiva gestione del territorio che porta a dissesti idrici); (3) sociali (perdita del tessuto sociale nelle aree rurali, perdita di tradizioni e della dimensione simbolica/culturale del cibo, cambiamenti radicali dei paesaggi rurali); (4) sulla economia (per la crescente domanda di risorse economiche per sussidi che diventano sempre più necessari di fronte al continuo aumento del prezzo del petrolio).

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• lunedì, marzo 01st, 2010
lo smog avanza

lo smog avanza

Il blocco di ieri del traffico veicolare nelle vie del centro storico di Pisa, così come in altre città d’Italia, si è risolto in un sostanziale nulla di fatto.
A sostenerlo  è il Centro Ricerche su Economia, Territorio e Ambiente, associazione senza scopo di lucro che da diversi anni opera nella nostra città favorendo un ambientalismo concreto ed efficace che punti a soluzioni di lungo periodo. Il traffico non è affatto diminuito ma si è spostato in altre zone non soggette a divieto, e in molti ne hanno approfittato per le tradizionali gite fuori porta.
 
L’Associazione, composta da veri esperti nel settore dello sviluppo sostenibile ha dichiarato che l’idea di non consentire l’accesso ai mezzi motorizzati sui Lungarni non ha avuto alcun effetto e infatti già dalla serata di ieri le macchine hanno ricominciato a circolare come di consueto.
 
Chi si fosse avventurato nella giornata di ieri per le vie del centro avrebbe avuto l’impressione di una città deserta, con ancora meno turisti del solito e dove gli abitanti erano totalmente assenti. Bloccare poche strade non ha risolto i problemi cronici della circolazione a Pisa ma ha solo dirottato il traffico verso altre vie della città o verso i centri commerciali dei paesi vicini, o verso le stazioni sciistiche. Tutte da raggiungere rigorosamente in macchina.
 
Il centro non era raggiungibile nemmeno dai mezzi pubblici se non con deviazioni di percorso e ritardi  quando invece si sarebbe dovuto rafforzare il servizio e renderlo gratuito.
 
 L’amministrazione, lungi dall’aver organizzato un’iniziativa a favore dell’ecologia, ha ottenuto l’effetto di mostrare, benchè  involontariamente, quanto il trasporto privato, venga vissuto come indispensabile anche in città piccole come la nostra, in assenza di politiche di trasporto pubblico adeguate.
 
Sappiamo bene come le emissioni provenienti dai gas di scarico rappresentino almeno un terzo dell’inquinamento atmosferico, ma non e’ con iniziative una tantum che l’aria delle nostre città potrà migliorare. Anzi, celebrare questi eventi isolati significa riconoscere che le auto impediscono ai pedoni di respirare e di circolare liberamente, ma queste esigenze vengono accantonate gli altri trecentosessantaquattro giorni per privilegiare le esigenze di petrolieri, commercianti e case automobilistiche.
 
Non bastano poche ore per mettere la coscienza a posto quando il giorno dopo si torna a non tenere in considerazione la salute e l’ecologia.
 

Così il Centro Ricerche lancia una sfida all’amministrazione comunale: Organizziamo insieme un lunedì ecologico, dove gli orari degli uffici, delle scuole, dei centri commerciali e dei servizi pubblici siano coordinati per le reali esigenze degli utenti e dove si dimostri che per spostarsi in centro l’automobile non serve nemmeno nei giorni lavorativi.
 
A tal proposito, per chi volesse approfondire il tema, l’Associazione organizzerà il prossimo 9 Marzo un incontro con il prof: Mario Giampietro, ordinario all’Università Autonoma di Barcellona, esperto di analisi integrale multiscala delmetabolismosociale per lo studio della sostenibilita’ che mostrerà dal punto di vista scientifico e dati alla mano le soluzioni efficaci ai problemi ambientali.
 
L’evento, che iniziera’ alle 17 nella sala provincialedellaLimonaia, sara’ gratuitoe aperto a tutti gli interessati. Alla manifestazione sono caldamente invitati anche gli amministratori pubblici, i pianificatori e gli assertori dell’utilita’ del blocco del traffico.

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• giovedì, gennaio 07th, 2010

Pisa al via  “IL corso di Formazione”  su rinnovabili, risparmio e efficienza energetica seconda edizione

Con la partecipazione di docenti, professionisti e tecnici del settore

pale eoliche 4

Si terrà sempre a Pisa la seonda edizione di residenze solari sulla conoscenza e l’utilizzo delle risorse rinnovabili e sulla promozione del risparmio e dell’efficienza energetica.

L´organizzazione è a cura del Centro Ricerche Economiche, Territoriali e Ambientali (Creta) di Pisa.

Il progetto, dal nome ¨Residenze solari 2010¨, intende ovviare alla «scarsa conoscenza delle migliori tecnologie disponibili e (al)la diffidenza verso impianti non ancora diffusi su vasta scala», come si legge nella presentazione.

Destinatari sono sia le piccole e medie imprese del nostro paese, indipendentemente dal settore in cui operano, sia i comuni cittadini proprietari di case o intestatari di contratti di fornitura elettrica. È infatti dimostrato che con una corretta gestione dei propri consumi energetici si può ridurre la propria spesa di ben 5.000 € l’anno per famiglia.

Anche i piccoli o medi risparmiatori che hanno un capitale da investire possono ottenere vantaggi. Il settore delle rinnovabili oggi presenta una crescita del 600% e offre rendimenti interessanti, sicuri e duraturi a fronte di una estrema volatilità dei prodotti azionari, per esempio.

Il corso, a cui prenderanno parte sia esponenti del mondo accademico sia di quello produttivo oltre ai tecnici installatori e ai cittadini interessati, punta ad «affrontare e sviscerare il tema sia dal punto di vista tecnico che amministrativo» e «mettere i cittadini in condizione di poter operare sin da subito nel proprio territorio al fine di diffondere le migliori tecnologie disponibili».

Sono inoltre previsti approfondimenti sugli aspetti burocratici legati alla messa in opera di impianti a energia  rinnovabile, oltre a nozioni sulla loro fattibilità, sul loro adatto dimensionamento e sullo studio delle risorse del territorio destinato ad accoglierli.

Il tutto sarà completato da visite in Aziende del settore e e chiarimenti da parte di tecnici e professionisti del settore in modo da affrontare l’argomenti da tutti i punti di vista e fornire già una prima consulenza immediata.

Al termine sarà rilasciato un Attestato di Partecipazione a tutti coloro che avranno seguito almeno il 70% delle lezioni.


Per maggiori informazioni  www.scuoladellerinnovabili.it/corso-di-approfondimento

Presto usciranno le date e il programma ufficiale di questa seconda edizione, in questo momento sono graditissimi consigli e suggerimenti, quindi non esistate a scriverci!

info@scuoladellerinnovabili.it