Centro Ricerche CRETA

Una mente per lo sviluppo del Territorio

Archive for aprile, 2011

  • C’è una gran confusione tra nucleare e fotovoltaico, ognuno può dire quello che vuole, tanto nessuno ci capisce niente. Vorrei di seguito riassumere alcuni calcoli fatti con i miei studenti prima del terremoto in Giappone. Uno dei motivi di confusione è sicuramente il fatto che la proposta di fare nuove centrali nucleari sembra scaturire più da un mal di pancia occasionale che da una vera pianificazione energetica. Vi hanno mai detto quanta energia elettrica consumiamo ogni anno, quanto incrementa annualmente e quanto di questo aumento può essere compensato da una centrale nucleare o dal fotovoltaico? Avete mai capito quanto costa realmente il nucleare e quanto il fotovoltaico?
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    tabella-riassuntiva-risparmio-energetico

  • Analizziamo il problema per punti.
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    Come cittadini italiani a Giugno spenderemo 400 milioni di euro per permetterci di esprimere la nostra opinione sui quattro quesiti referendari. Vediamo di non buttarli al vento.

    Sono quasi 10 euro a testa, una cifra che poteva essere risparmiata se fossero stati accorpati alle amministrative.

     Quattrocento milioni di euro che in realtà potevano essere risparmiati, e magari usati per ristrutturare scuole e ospedali, o per ospitare i profugi libici. o anche per diminuire le tasse.

     Ma non possiamo farci più niente. L’unica cosa in nostro potere è fare in modo che non vengano sprecati.

     
    urne elettorali vota sèi al referendum sull'acqua

    votare 'e l'unico atto di democrazia diretta

    Ormai che è stata decisa questa spesa folle, l’unico modo per non buttare al vento i soldi, è fare in modo che tutti i cittadini abbiano la possibilità di esprimersi. Vincesse il Sì o il No, purché la gente venga consultata, purché la democrazia diretta, la sola vera alternativa alla Casta, venga esercitata da tutti gli aventi diritto.
     
    Per opporsi ad una politica basata sui sondaggi, i referendum sono l’unico strumento in mano ai cittadini. Ed essere buoni cittadini significa occuparsi delle scelte della Nazione. Continua a leggere »

    Riportiamo un commento di forte attualità per le decisioni politiche interne del nostro Paese, che saranno determinanti per il prossimo futuro, per scegliere che Italia vogliamo, che modello di società e che sistema di produzione. Sono temi che ci riguardano tutti d a vicino e che coinvolgeranno le future generazioni. non si può non tenerne conto.

    Chi volesse approfondire ulteriormente è invitato a leggere questa pagina
    www.scuoladellerinnovabili.it/sireferendum.html

    

    Scrive Emilio Moninari:

    Tra poco 50 milioni di italiani dovrebbero recarsi alle urne per il referendum sull’acqua pubblica, e il nucleare. Per impedire il quorum il governo ha negato l’election day, per il solo voto di un radicale e l’assenza di 10 parlamentari del centro sinistra. 400 milioni spesi per evitare il quorum.

    Nazionalmente il PD evita ancora di prendere una posizione pubblica per il Sì ai referendum. Teme di dividersi al proprio interno, mentre centinaia di realtà di questo partito si stanno esprimendo e si impegnano per i Sì!

    Ma ciò che più preoccupa il sottoscritto è il silenzio e l’indifferenza per i referendum, mostrata finora da quel popolo capace di mobilitarsi, di indignarsi e di scendere in piazza e da parte di quegli uomini e donne che per ruolo pubblico e mediatico sono in grado di dare impulso ai messaggi.

    

    aderiamo al comitato referendario sull'acqua e nucleare

    piazze belle e colorate per riaffermare l'acqua come un diritto umano fondamental

    Per questo popolo i referendum sull’acqua pubblica e il nucleare, malgrado la drammatizzazione  che quest’ultimo ha avuto con il Giappone, sembrano ancora lontani dall’essere compresi nella loro portata e immediatezza politica.

    Solo il “Via Berlusconi” coniugato di volta in volta da indignazioni per gli attacchi alla Costituzione, alle donne, alla giustizia ecc… sembra appassinare questo popolo e spingerlo a mobilitarsi in milioni.

    Donne, intellettuali, attori, cantanti, giornalisti, associazioni d’ogni tipo sono pronti ad unirsi per il “Via Berlusconi”, ma poi sui contenuti tornano al proprio particolare. Non è politica questa, forse indebolirà il personaggio, ma non la cultura di massa che lo esprime e sopratutto, permettetemi, ci rende indifferenti ai contenuti capaci di incidere nella cultura dominante, che tra pochi mesi saremo chiamati tutti al voto referendario e che vincere o perdere non riguarda solo i promotori. Ma è una grande opportunità per cambiare come cittadini, la politica di questo paese e non solo.

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